Come affrontare la manipolazione

Par Magazine Avventista

Molti di noi conoscono probabilmente almeno una persona manipolatrice e forse ci siamo persino sorpresi a rientrare in questa categoria. Ma sappiamo davvero quando questa tendenza a controllare o influenzare gli altri diventa dannosa? E, cosa ancora più importante, come possiamo gestire le persone manipolatrici?


La maggior parte di noi ha sentito parlare dei cosiddetti “amici tossici” o delle “persone tossiche”, cioè di coloro che esercitano un’influenza negativa su chi li circonda. Secondo gli psicologi, le persone manipolatrici rientrano pienamente in questa categoria. A prima vista possono sembrare affascinanti, cordiali, aperte, estroverse, seducenti, colte, persino altruiste, tutte qualità che rendono la loro manipolazione ancora più efficace. Ma i manipolatori possono anche essere timidi, autoritari o addirittura tirannici, e la loro influenza non va mai sottovalutata.

“Ognuno di noi ha, a volte, la tendenza a essere manipolatore, ma c’è una grande differenza tra manipolare occasionalmente qualcuno ed essere manipolatori sempre”, afferma la psicologa francese Isabelle Nazare-Aga, citata da psychologies.com.

Autrice del libro “Manipulators Are Among Us”, Nazare-Aga sostiene che chiunque può essere un manipolatore: un conoscente, un collega, un amico o persino un familiare. Spiega che queste persone dipendono dagli altri per sentirsi valide e superiori, una dinamica che “svuota” chi le circonda, lasciandole con una sensazione di sfruttamento, ansia, frustrazione e risentimento.


Come possiamo riconoscere i manipolatori?

Nazare-Aga evidenzia diversi tratti comuni alle persone manipolatrici: autocommiserazione, frequenti sensi di colpa indotti negli altri, critica costante, mancanza di responsabilità, incoerenza, disonestà, gelosia e comunicazione ambigua.

Secondo psychologytoday.com, i manipolatori sono abili nel convincere gli altri a dare più di quanto ricevano in una relazione. Spesso si presentano come “amici”, persone di cui ti puoi fidare, incoraggiandoti a condividere problemi e vulnerabilità, per poi usare quelle informazioni contro di te.

Isabelle Nazare-Aga afferma che spesso i manipolatori non sono consapevoli del danno che provocano. Mancano di capacità nel riconoscere la sofferenza altrui. “Usano le persone unicamente per soddisfare i propri bisogni”, afferma. Non esiste una risposta chiara alla domanda: si nasce manipolatori o si diventa tali? Tuttavia, gli esperti raccomandano di intervenire precocemente su queste tendenze, se compaiono nell’infanzia, perché con l’età tali comportamenti diventano molto più difficili, se non impossibili, da correggere.


Come capire se è un problema?

Prima di cercare soluzioni, è essenziale riconoscere quando si è vittime di manipolazione. Ecco alcuni segnali:

  • Se senti che c’è uno squilibrio tra quanto tu e il tuo amico condividete di voi stessi.
  • Se ti ritrovi sempre a offrire aiuto, mentre il tuo amico non c’è mai quando sei tu ad avere bisogno di supporto.
  • Se hai l’impressione che i bisogni e le priorità dell’altro siano sempre più importanti.
  • Se altri amici hanno espresso preoccupazione per il tuo rapporto con questa persona.

Raccomandazioni

  1. Impara a distinguere tra persuasione e pressione. La persuasione avviene quando qualcuno presenta argomenti logici a favore di una certa scelta, lasciandoti comunque libero di decidere. Ma quando quella persona ricorre a bugie, esagerazioni o drammi emotivi per limitare la tua libertà di scelta, si tratta di pressione.
  2. Stabilisci dei limiti. Quando qualcuno cerca di esercitare controllo su di te, la risposta più sana è fissare limiti chiari che non possano essere oltrepassati.
  3. Impara a dire “no”. Non possiamo cambiare le persone che ci circondano, possiamo cambiare solo noi stessi. Poiché non possiamo trasformare chi ha tendenze manipolatrici, possiamo cambiare il modo in cui reagiamo. Imparare a dire “no” in modo fermo ma rispettoso ti permette di difendere i tuoi diritti pur mantenendo la relazione.
  4. Smetti di cercare l’approvazione degli altri. Certo, tutti abbiamo bisogno dell’approvazione altrui, ma questo non dovrebbe diventare essenziale per il nostro valore personale. Di fronte a una persona manipolatrice, il bisogno di approvazione può essere facilmente sfruttato per ottenere potere su di te.
  5. Usa il tempo e la distanza a tuo favore. I manipolatori spesso pretendono risposte immediate per aumentare la pressione e mantenere il controllo. La strategia migliore è fare un passo indietro: creare distanza e concedersi il tempo di riflettere prima di rispondere.
  6. Affronta il tuo aggressore. I manipolatori psicologici prendono di mira chi percepiscono come debole. Più controllo ottengono, più ne vogliono. “Per questo è importante affrontarli in un contesto sicuro e alla presenza di persone positive e capaci di sostegno”, osserva psychologies.ro.
  7. Poniti le domande giuste. Quando un manipolatore avanza richieste, siamo spesso tentati di mettere i suoi bisogni davanti ai nostri. In quei momenti è fondamentale chiedersi: questa richiesta è ragionevole? È giusta? Ho voce in capitolo in questa situazione, o sto solo eseguendo ordini? Si tratta di una richiesta o di una pretesa? Che cosa ci guadagno?

Le relazioni sane condividono un importante principio con il mondo degli affari: il concetto di ritorno sull’investimento (ROI). Un’attività ha successo quando i benefici superano, o almeno eguagliano, le risorse investite. Allo stesso modo, una relazione è da considerarsi riuscita quando il tempo e l’energia che si investono promettono stabilità e soddisfazione. Una vera amicizia si fonda su impegno, sostegno e lealtà, mantenendo un equilibrio armonioso tra il dare e il ricevere.


Di Astrid Daulia T. Dinescu

Fonte: https://st.network/analysis/top/how-to-cope-with-manipulation.html

Traduzione: Tiziana Calà

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