Meno distrazioni

Par Magazine Avventista

Il mio team spesso si prende gioco di me perché è stato “vittima” dei miei messaggi delle 5:30 del mattino, in cui illustro qualche iniziativa in arrivo. Le prime ore del mattino mi hanno spesso portato argomenti per tutta una serie di predicazioni, progetti di servizio alla comunità e pillole spirituali. Anche quando viaggio, mi sveglio poco prima dell’alba e faccio lunghe passeggiate intorno agli hotel o ai centri congressi, sapendo che, quando avrò finito, Dio mi darà risposte ai problemi, idee innovative per il ministero o mi rivelerà una visione.

A dire il vero, non c’è nulla nell’alba che sia spiritualmente più sacro di qualsiasi altro momento della giornata. Ho amici creativi che sostengono che dalla mezzanotte alle tre sia l’orario migliore per interagire con il Signore. Ho colleghi pastori che trovano pace a metà giornata. Dipende davvero dalla persona.

Una cosa che noto in questi diversi orari è che hanno tutti qualcosa in comune. Al mattino, prima che il mondo sembri svegliarsi, è meno probabile che venga interrotto da telefonate e notifiche. I miei amici “notturni” apprezzano il tempo in cui tutto attorno a loro si è ormai quietato, così possono parlare con Dio della loro giornata. Anche i miei colleghi che preferiscono il mezzogiorno apprezzano la pausa del primo pomeriggio, prima che inizi la seconda metà della giornata. Tutti questi momenti avvengono in assenza di distrazioni.

Mentre scrivo, ci stiamo impegnando a preparare la nostra seconda conferenza annuale “Vision and Dreamers”. Questo evento di tre giorni è pensato per incoraggiare e sostenere le persone a portare a compimento le visioni ispirate da Dio. I laboratori pratici offrono ai partecipanti gli strumenti necessari per coltivare le idee che Dio ha posto dentro di loro. Ma l’anno scorso, durante molti workshop e sessioni principali, è emersa spesso una domanda comune:

Qual è il momento migliore per mettersi in contatto con Dio?

La risposta è molto semplice: quando sei il meno distratto possibile.

Le distrazioni fanno parte della nostra vita quotidiana. Possono venire dai nostri telefoni, dai nostri cari, dal lavoro e persino dai nostri pensieri. E anche se la loro origine non è necessariamente malvagia, quando iniziano a interrompere il tempo di dialogo con il Padre, potremmo cominciare a perdere la chiarezza necessaria per compiere ciò che Dio vuole da noi. Sta a noi individuare quel momento.

Non so qual è il tuo. Forse Dio desidera parlarti nel cuore della notte, come a Samuele (cfr. 1 Samuele 1:3), ma non può farlo se resti a scrollare video sul telefono fino alle tre del mattino. Forse vuole parlarti mentre sei in viaggio, come a Paolo (cfr. Atti 9), ma non ci riesce perché insisti a riempire la macchina di rumori inutili, per paura del silenzio. O forse vuole parlarti attraverso i sogni, come a Giacobbe (cfr. Genesi 31:11) o a Giuseppe (cfr. Genesi 37–44), ma il tuo subconscio è disturbato dalla TV che lasci accesa.

Resteresti stupito da come Dio possa riversare direttamente su di te visioni e sogni quando ti liberi dalle distrazioni.

Caro lettore, ti sfido a ritagliare del tempo per il Padre celeste, affinché tu possa avanzare sul cammino che ha preparato per te.


Di Debleaire Snell, oratore/direttore di Breath of Life, un ministero mediatico, e pastore della chiesa avventista della Oakwood University a Huntsville, Alabama.

Fonte: https://www.messagemagazine.com/issues/2025-november-december/fewer-distractions/

Traduzione: Tiziana Calà

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