Hai bisogno di un reset?

Par Magazine Avventista

Quest’anno è iniziato a ritmo frenetico. Due lunghi viaggi di lavoro a gennaio. Nuovi membri del comitato e personale da guidare e nuovi comitati in cui servire. Sfide continue. All’inizio di febbraio sentivo di aver bisogno di un’altra pausa.

Cosa fai quando hai bisogno di ricaricarti? Ho una buona routine di preghiera, gratitudine, servizio e studio e riflessione della Scrittura. Ho familiari e amici disposti ad ascoltare. Faccio quotidianamente esercizio fisico e uscite settimanali in bicicletta; ho una dieta a base vegetale, bevo molta acqua, faccio stretching, ricerco la quiete, ho buone abitudini di sonno… insomma, sono molto impegnato a essere la miglior versione possibile di me stesso e accetto volentieri qualsiasi suggerimento per migliorare la mia salute. Ma a volte ci si sente comunque svuotati e sopraffatti da ciò che si ha davanti.

Uno dei miei cugini compie 50 anni quest’anno; tra le altre cose, è un ciclista. Ha invitato me, mio fratello, mio cognato e alcuni amici a pedalare per alcuni giorni nell’entroterra e tra le montagne australiane alla fine di febbraio, come parte delle celebrazioni per il suo compleanno. Il suo invito era arrivato con largo anticipo e io potevo modificare il mio programma per non perdere nessun importante evento di lavoro.

Sapevo che la pedalata sarebbe stata impegnativa, l’avevo capito mentre salivamo montagne lungo sentieri di boscaglia invasi dalla vegetazione, su pendenze fino al 20%. Mi aspettavo di vedere canguri, serpenti, uccelli e altra fauna selvatica. Sapevo che ci sarebbero stati paesaggi magnifici: montagne, fiumi, alberi. Mi aspettavo anche divertimento e risate mentre parlavamo, mangiavamo e nuotavamo.

Quello che non mi aspettavo era un reset completo. Per alcuni giorni sono stato irraggiungibile al telefono, cosa che si è rivelata preziosa. Ogni giorno abbiamo trovato il tempo di pregare gli uni per gli altri, per le nostre famiglie e per le situazioni che stavamo vivendo. Abbiamo avuto profondi dialoghi teologici e biblici, ristoratori per l’anima anche se i nostri corpi erano fisicamente esausti. Ci sono stati due momenti che posso spiegare solo come una presa di coscienza della mia piccolezza di fronte all’immensità di Dio. In una foresta, senza nessun altro in vista, nel silenzio della boscaglia, mi sono sentito grato per l’acqua nelle borracce, per gli alberi che offrivano ombra, per il sole che dava luce e calore, per l’aria che stavo respirando. Mi sono sentito piccolo come le formiche nei formicai accanto ai quali ero seduto. La seconda volta è stato quando mi sono affacciato su una grande diga, in alto tra le montagne, con le vette che si stagliavano nell’orizzonte: una distesa immensa di maestosa meraviglia. Sapevo che la vita aveva uno scopo perché Dio è il Creatore e io sono suo figlio. È difficile da spiegare, ma il reset è semplicemente accaduto e ne è valsa la pena. In che modo umiltà e trascendenza agiscono nella tua vita come discepolo di Gesù?


Di Glenn Townend

Fonte: https://record.adventistchurch.com/2026/03/11/need-a-reset/

Traduzione: Tiziana Calà

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