Amare il prossimo online

Par Magazine Avventista

Da quando sono entrata nel team di Adventist Record, ho gestito diversi account social e ho interagito molto di più con gli ambienti online della chiesa. Alcune delle cose che ho visto scrivere online mi hanno sorpreso.

I social sono un posto davvero particolare. Dico “posto”, perché a volte il mondo online sembra una bolla, separata dalla nostra vita quotidiana del faccia a faccia. Questa bolla può sembrare uno spazio sicuro: connette le persone e permette di condividere storie con un pubblico più ampio. Ma può anche essere dannosa, un luogo in cui il cyberbullismo prospera senza controllo. Il cyberbullismo è una forma di bullismo che avviene online e può assumere molte forme: molestie, condivisione di contenuti imbarazzanti, intimidazione, scherno o diffusione di dicerie.

Il cyberbullismo viene spesso considerato un problema delle generazioni più giovani e potrebbe non sembrare qualcosa in cui ti ritroveresti mai coinvolto, ma poiché il nostro mondo è cambiato ed è diventato sempre più polarizzato, i confini tra ciò che è ritenuto accettabile e ciò che non lo è sembrano essersi offuscati, anche all’interno della nostra chiesa.

C’è qualcosa nell’essere online che rende più facile litigare. Ciò che è difficile da dire a voce o che richiede coraggio per essere espresso di persona, online è più facile da scrivere, per poi premere “commenta”. Scrivere senza riflettere ha meno conseguenze personali che parlare senza pensare. Non dobbiamo affrontare la persona a cui abbiamo scritto o di cui abbiamo parlato.

Gli algoritmi dei social personalizzano i contenuti in base a ciò con cui abbiamo interagito, portandoci facilmente in camere dell’eco che confermano le nostre convinzioni o opinioni già esistenti, anche quando possono basarsi su informazioni false. Questo alimenta facilmente il passaparola e crea il terreno perfetto per il cyberbullismo: dire cose false, potenzialmente dannose, e prendere in giro gli altri.

Questo non fa ben sperare per una comunità di credenti che dovrebbe “vivere in pace con tutti gli esseri umani” (cfr. Romani 12:16). È facile vivere in armonia tra noi nelle nostre camere dell’eco, circondati da persone con opinioni e contesti simili ai nostri. È più difficile quando sono diversi da noi sotto ogni punto di vista. È più difficile quando ci sentiamo offesi o quando sentiamo che qualcuno è andato contro le nostre convinzioni. È più difficile quando la discussione avviene online.

Allora cosa possiamo fare, come comunità di credenti incoraggiata a “fare del bene a tutti” (cfr. Galati 6:10) e a “lavarci i piedi gli uni agli altri” (cfr. Giovanni 13:14)? Il primo passo è capire da dove nasce la durezza nei post online: da una posizione di paura. Paura di interpretare la Bibbia o i comandamenti di Dio in modo errato, paura del cambiamento, paura dello stato del mondo o della nostra chiesa.

La paura ci spinge a reagire con durezza e a cercare colpevoli. Ma il mondo non ha bisogno di vedere altri discepoli arrabbiati di Gesù, così convinti di avere ragione da dimenticare di assomigliargli. Sospetto che il modo in cui parliamo agli altri online venga spesso trascurato quando pensiamo a come amare il prossimo, il secondo comandamento più importante dopo quello di amare Dio (cfr. Marco 12:31). Gesù ha spiegato chi è il nostro prossimo in una storia di un samaritano che aiutò un uomo ebreo in un tempo in cui i loro popoli erano uniti dall’odio reciproco (cfr. Luca 10). Faremmo bene a ricordare questa storia prima di affrettarci a digitare qualcosa sui nostri schermi. Non dobbiamo essere veloci nel giudicare. Non dobbiamo supporre intenzioni cattive. Dovremmo condividere invece il nostro punto di vista in modo paziente, senza disonorare gli altri, senza irritarci facilmente, senza tenere conto del male subito (cfr. 1 Corinzi 13).

Questo non significa necessariamente restare in silenzio mentre altri diffondono odio per paura di offendere. Siamo chiamati a “cercare la giustizia” e a “rialzare l’oppresso” (cfr. Isaia 1:17). Se vedi un commento o un post insensibile, fallo notare. Porta alla luce il cyberbullismo che si è insinuato nei nostri ambienti online. La cosa importante è farlo con grazia e compassione.

Controllare le nostre parole può essere difficile e non possiamo farlo da soli: abbiamo bisogno che Dio cambi i nostri cuori. E proprio come scegliere Gesù è una decisione quotidiana, ogni giorno scegliamo come rispondere agli altri. Sbaglieremo, ma ciò che conta è continuare a tornare da Gesù e continuare a sforzarci di essere come lui.


Di Ashley Jankiewicz

Fonte: https://record.adventistchurch.com/2026/02/17/loving-your-neighbour-online/

Traduzione: Tiziana Calà

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